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STARDISHWASHERS – “COOL”
Gli Stardishwashers si propongono con l’album “Cool”, e bisogna dire che il titolo rispecchia la sensazione che si ha ascoltandolo. Effettivamente ci troviamo di fronte a qualcosa di realmente “cool”. I nostri pescano dal calderone dell’hard rock vintage reinventandolo e rivestendolo di suoni moderni e granitici che in certi momenti sembrano più vicini al metal odierno. Ma andiamo con ordine. Punti forti dell’album sono “Neighbours’ Daughter”, “Hot Rods”, “Little Shandi” e “Sister M”. In “Neighbours’ Daughter” ci troviamo di fronte a un sound più metallico di altri pezzi, il riff principale è semplice ma crea un muro di suono interessante e potente, e la linea vocale è bella e interessante, quasi dissonante in certi momenti ma di sicuro effetto proprio per questa particolarità.
“Hot Rods” ha un ritmo accattivante e il riff principale è molto d’effetto. Bellissima la struttura della strofa, soprattutto nella parte in cui la voce canta “nuda” sopra alla batteria. L’assolo è il migliore del disco, azzeccatissimo nelle note: la chitarra ha un suono limpido, pulito, assolutamente morbido che si sposa perfettamente con lo spirito stradaiolo del pezzo.
In “Little Shandi” il “tiro” è in bilico tra lo street rock e un pizzico di punk, la canzone è potente grazie anche alle chitarre con effetto “fuzz”.
Ultimo punto alto del disco è “Sister M”, la canzone più “metallica” e malinconica del disco, con un grande riff di chitarra come punto di forza; geniale l’intermezzo musicale con l’assolo.
Ma “Cool” non è solo un disco per gli ascoltatori del genere, ci sono due pezzi sicuramente radiofonici come “A Glass Of You”, un’atipica canzone d’amore dal sapore punk, e la rock-ballad “My Endless Wait”, nostalgica ma potente.
Gli altri pezzi si collocano nella media, ma non sono banali: “Johnny Vs The Yokels” è una canzone rock-punk molto orecchiabile, con una linea vocale molto originale; “Hardworking Man” presenta un’altra interessante linea vocale leggermente malinconica su un riff veloce e sporco; “Love For Sale” è puro hard rock vintage riveduto e corretto. La canzone che funziona di meno, ma che resta comunque un bel pezzo, è forse l’ultima “Bad Granma”, in cui non ci sono trovate geniali come in altri pezzi. Questo, in conclusione, è un disco dove non c’è nulla di sbagliato, nulla di scontato, nessun clichè e nessuna imitazione. La registrazione è buona, con ottimi tappeti sonori di bassi e dei gran bei suoni di chitarra. Questa è una band che se continua a innovarsi e a migliorare ha sicuramente le carte in regola per far suonare questi pezzi in qualsiasi radio d’oltreoceano. Cool (tanto per usare un loro termine) e decisamente rock.
Alice Angelomè
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